Nostalgia canaglia

mercoledì 14 settembre 2011

Datele torto ( ninna nanne inquietanti)

E' due volte che la Pimpa mi urla a pieni polmoni su questa ninna nanna



(che io ho in versione altrettanto inquietante con questo altro testo)

e mi si addormenta placida su questa.




Come si puo' darle torto? Sorgerai dal lettin?
Ma chi le scrive ninna nanne del genere??

Del come la Pimpa creda di essere nata in una famiglia di cabarettisti, ne parliamo un'altra volta.

giovedì 25 agosto 2011

Nobel per la pace

Il nobel per la pace se lo merita il geniale inventore di questa sciarpa per neonati,
L'effetto calmante è onestamente incredibile e ci consente peraltro di scrivere questo post.

Ecco, pure io poi inizio a capire come una parta dicendo 'non scrivero' solo di bebè e dintorni' e poi si arrenda al fatto che non c'è fisicamente e mentalmente tempo per altro.
Per ora.
Spero.


(Spero bene, vero?)

venerdì 19 agosto 2011

She's thunderstorms*

No, non sono già ritornata nell'ombra... è  che di questi primi venti giorni ne abbiamo passati circa dieci in 3 ospedali diversi  - she's thunderstorms, appunto - e altri dieci and counting con infermiere in giro per casa**. Tutto questo , per i miei criteri, mi rende un'esperta di ospedali e sanità francesi.
E la morale è  a meno che costretta io la Francia non la lascerei più, almeno finchè ci saranno bambini di mezzo. Perchè l'attenzione, l'apertura e la gentilezza che ho trovato nei dottori e nelle infermiere qua, onestamente non me la sarei aspettatta, tenuta anche in considerazione il livello indegno e probabilmente cafone che raggiunge il mio francese in momenti di stanchezza e nervosismo.
E potrei magari lanciarmi in derive  sociopsicologiche su come avere un cucciolo con te ti porta a dimenticare le tue ansie personali, io che nemmeno pensavo di sopravviverci una notte in ospedale senza dover essere pesantemente sedata.
Invece preferisco raccontarvi, anzi solo accennarvi, alla mia ultima compagna di stanza, anzi la mamma della compagna di stanza della Pimpa. Che a prima vista una l'avrebbe potuta prendere per una cattiva madre, non capendo come facesse a continuare a sbagliarsi sulle ore e il modo per dare le medicine alla sua bimba. Finchè non si è capito che non sapeva leggere, e che anche con gli orologi, se non digitali, aveva dei problemi.

Ecco, io la Francia non la lascerei più - e sono ben ben ben felice di pagarne le esigenti tasse -, ma certo che a volte la vita ti porta proprio dove non penseresti.




*il titolo -anche - vuole farvi notare che è uscito il nuovo album delle Scimmiette Artiche - per me molto molto bello anche se meno ritmato degli altri

** ora pare andare tutto bene (finger crossed), e la Pimpa è una meraviglia

sabato 6 agosto 2011

Priorità


Ciao Mondo
lo so che sono tanti mesi che più o meno 
ho disertato di bloggare in prima persona.
La ragione sta in questi piedini dalle lunghe dita
e nella Pimpa a cui appartengono.
Di farvi la telecronaca delle mie emozioni
non mi andava e non sono io.
Quindi  mi sono presa una pausa
Adesso lei è qua, anzi fuori con i nonni
e magari le Anne torneranno al blog

giovedì 7 aprile 2011

ma chi è costui? che c'azzecca con l'energia?

Forse sarebbe anche ora di togliere la minetti dalla prima immagine del mio blog.
Lo faccio rivolgendomi soprattuto ai francoviventi o ai francofoni e/o agli appassionati di nuoto.
Per mesi mi sono chiesta chi fosse sto tizio che appariva sbracciato su tutte le metropolitane che prendevo pubblicizzando un operatore di energia elettrica.  Perchè mai avrei dovuto seguire il consiglio di uno che a mezzo sembra un idraulico e a mezzo un parente di Hulk Hogan?
Oggi capisco dal Corriere che il tizio in questione è un famoso llenatore di nuoto, si chima Philippe Lucas ed è in particolare il nuovo allenatore della Pellegrini.
Esiste qualche anima eletta che mi sappia spiegare il senso della pubblicità e/o che c'azzecca un ex nuotatore con l'elettricità?  
bah.

venerdì 25 febbraio 2011

giovedì 17 febbraio 2011

Paese che vai, ginecologa che trovi

Una delle cose piu’ curiose da osservare – e talvolta destabilizzanti  da vivere - e’ la differenza nelle abitudini mediche tra Paesi.

In Italia ho sempre visto ginecologi/he in camice, come piu’ o meno tutti I dottori, anche fuori dall’ospedale. I loro studi erano abbastanza neutri, la solita marea di riviste fuori, qualche rivista su infanzia e bebe’, qualche rivista sobria di educazione sessuale generale, nulla piu’. Il rapporto con la dottoressa era professionale ma rilassato, un paravento dietro il quale spogliarsi e rivestirsi a seconda del momento e della visita,  e insomma, non posso dire di piu’, che e’ la situazione base da cui sono partita e non ci trovo niente di rilevante.

In Inghilterra la cosa piu’ bizzarra e’ l’osservanza stretta del ‘non vedere piu’ del necessario’ e chiedere il permesso prima di qualsiasi cosa, e chiarire perche’ ti chiedono di spogliarti (come se una voglio dire non lo immagini). Non so se era solo il posto dove andavo io, ma anche per una normale visita la dottoressa aveva la sua copertina che, passo passo, ti appoggiava su tutte le parti non strettamente necessarie alla visita. Ovviamente poi, ci si spogliava e rivestiva a pezzi, sempre con dovute spiegazioni e richieste, ad ogni momento della visita (if you feel comfortable, I need to do that because… ). (che va beh, uno in fondo dice se non mi sentivo comfortable non venivo nemmeno alla visita). Un rituale quasi interminabile, la fiera del politically correct, pure troppo (anche se, visto il miscuglio di provenienze e culture a Londra, ne posso capire il senso). E gia’, nella sala d’aspetto spiccavano – per un italiana – i volantini che pubblicizzavano come i preservativi si potessero richiedere gratis, e come pure bastasse chiedere per avere la pillola del giorno dopo (ma era un centro legato all’universita’, non che fosse tutto gratis dovunque).

A Parigi (e ho girato due studi quindi mo’ generalizzo), entrare dalla ginecologa (strettamente A, non ho mai visto l’inidirizzo di un ginecologo uomo) e’ come entrare in un centro sociale alternativo anni 70. Grandi poster colorati tipo graffiti con la scritta ‘l’aborto e’ un diritto’ ‘donne maltrattate ribellatevi’, (entrambi della citta’ di parigi, mica fatti autonomamente) volantini di ogni ordine e grado per interruzioni di gravidanza , fecondazione artificale e ogni altra cosa piu’ o meno illegale o immorale in italia. Arredamento rilassato e colorato, sempre piuttosto alternativo (anche nel primo arrondissment, per dire) e lontano dall’aria asettica e dai colori neutri da studio medico a cui sono stata abituata. E la dottoressa, tacchi e pull dal colore acceso, ti pare piu’ una tizia con cui berresti il te’ che un dottore. Ma la cosa divertente in Francia e’ la svestizione. Perche’ e’ scontato che al momento della visita ci si spogli e basta, senza tante cerimonie o paraventi, c’e’ giusto una seggiola per appoggiare i vestiti. La prima volta che, memore del pudore inglese mi sono svestita solo a meta’, la tizia alllibita mi ha chiesto direttamente se avevo qualche problema (e guardato come se fossi pazza). Quando ho provato a spiegarle che in altri Paesi ci sono rituali diversi (supponiamo che davvero abbia capito che le volevo dire qualcosa di simile, l’anno scorso in francese), ha riso scuotendo la testa. Una cosa del tipo ‘certo che il femminismo fuori dalla Farncia non c’e’ mai arrivato’  (che, darle torto...)

Poi non chiedetemi perche’ a spostarsi da un Paese all’altro uno diventa piu’ tranquillo e pacato e zen.  A furia di farsi ridere in faccia...

venerdì 11 febbraio 2011

Francese ma non per tutto

Questa settimana e' passata abbastanza placida,  abbastanza in pace con il mondo francofono che mi circonda e con risoluzioni abbastanza coerenti, tipo che se vincessi al lotto allora andrei abitare sull'Île Saint-Louis,  pourquoi pas, appunto, se poi vinceste una somma indefinita al lotto, voi dove vivreste a Parigi? 


Il secondo desiderio e' che vorrei poter assistere a quando scrivono le scenegiature di  The Big Bang Theory, perche' onestamente come mi fanno ridere loro non se ne vedeva da tempo.
Poi mi sono resa conto che the big bang theory la fanno anche in francese su mtv, e mi sono chiesta, ma perche'??????








il mio nuovo obiettivo e' trovare un francese che segua la serie in francese, e capire se davvero gli puo' piacere. O' e' tutta una questione mia di non tolleranza per le voci troppo acute.


Devo pero' ammettere che per pudore non mi sono messa a cercarlo in italiano.

giovedì 3 febbraio 2011

Job benefits

E' qualche giorno che a casa Hobbes si mangia solo indiano fatto in casa. Perchè sabato, lode a loro, sono venuti a trovarmi dei miei ex studenti indiani e si sono messi a cucinare indiano di fronte ai nostri occhi attenti, per insegnarci. Prima mi hanno pure portato negli appassionanti negozietti indiani di LaChapelle per spiegarmi bene che spezie dovrei prendere e quali dovrei tenermi sempre in casa, e che chiamare curry quello che noi chiamiamo curry è un'eresia.
Meraviglia. Ho sempre pensato che la cucina indiana fosse degnissima, ed ora lo penso sempre di più. Sono entrata in fissa con questo piatto qua , il chicken birianyi, (lascamo stare che nella ricetta che ho io ci sono 15 ingredienti in più e la procedura è diversissima) e prometto che un giorno sarò capace di farlo. Persino i dolci, che nei ristorant sono sempre insapori, erano deliziosi.
Poi, che dirlo a fare, ci sono voluti giorni per far sparire l'odore di spezie ma io mi sono innamorata.
E poi,  ditemi voi, il fatto che non abbiano nemmeno tentato di avvelenarmi, io la trovo una grande ricompensa, no?

mercoledì 26 gennaio 2011

Step by step

Ho infine preso la tessera delle biblioteche parigine.
Ho preso in prestito due libri.
Uno è francese.
Quello che sto leggendo però è inglese.
Mai fare cose troppo di fretta.
Grazie a chi mi consigliò Vargas, eh. Prometto che lo leggo.