Una delle cose piu’ curiose da osservare – e talvolta destabilizzanti da vivere - e’ la differenza nelle abitudini mediche tra Paesi.
In Italia ho sempre visto ginecologi/he in camice, come piu’ o meno tutti I dottori, anche fuori dall’ospedale. I loro studi erano abbastanza neutri, la solita marea di riviste fuori, qualche rivista su infanzia e bebe’, qualche rivista sobria di educazione sessuale generale, nulla piu’. Il rapporto con la dottoressa era professionale ma rilassato, un paravento dietro il quale spogliarsi e rivestirsi a seconda del momento e della visita, e insomma, non posso dire di piu’, che e’ la situazione base da cui sono partita e non ci trovo niente di rilevante.
In Inghilterra la cosa piu’ bizzarra e’ l’osservanza stretta del ‘non vedere piu’ del necessario’ e chiedere il permesso prima di qualsiasi cosa, e chiarire perche’ ti chiedono di spogliarti (come se una voglio dire non lo immagini). Non so se era solo il posto dove andavo io, ma anche per una normale visita la dottoressa aveva la sua copertina che, passo passo, ti appoggiava su tutte le parti non strettamente necessarie alla visita. Ovviamente poi, ci si spogliava e rivestiva a pezzi, sempre con dovute spiegazioni e richieste, ad ogni momento della visita (if you feel comfortable, I need to do that because… ). (che va beh, uno in fondo dice se non mi sentivo comfortable non venivo nemmeno alla visita). Un rituale quasi interminabile, la fiera del politically correct, pure troppo (anche se, visto il miscuglio di provenienze e culture a Londra, ne posso capire il senso). E gia’, nella sala d’aspetto spiccavano – per un italiana – i volantini che pubblicizzavano come i preservativi si potessero richiedere gratis, e come pure bastasse chiedere per avere la pillola del giorno dopo (ma era un centro legato all’universita’, non che fosse tutto gratis dovunque).
A Parigi (e ho girato due studi quindi mo’ generalizzo), entrare dalla ginecologa (strettamente A, non ho mai visto l’inidirizzo di un ginecologo uomo) e’ come entrare in un centro sociale alternativo anni 70. Grandi poster colorati tipo graffiti con la scritta ‘l’aborto e’ un diritto’ ‘donne maltrattate ribellatevi’, (entrambi della citta’ di parigi, mica fatti autonomamente) volantini di ogni ordine e grado per interruzioni di gravidanza , fecondazione artificale e ogni altra cosa piu’ o meno illegale o immorale in italia. Arredamento rilassato e colorato, sempre piuttosto alternativo (anche nel primo arrondissment, per dire) e lontano dall’aria asettica e dai colori neutri da studio medico a cui sono stata abituata. E la dottoressa, tacchi e pull dal colore acceso, ti pare piu’ una tizia con cui berresti il te’ che un dottore. Ma la cosa divertente in Francia e’ la svestizione. Perche’ e’ scontato che al momento della visita ci si spogli e basta, senza tante cerimonie o paraventi, c’e’ giusto una seggiola per appoggiare i vestiti. La prima volta che, memore del pudore inglese mi sono svestita solo a meta’, la tizia alllibita mi ha chiesto direttamente se avevo qualche problema (e guardato come se fossi pazza). Quando ho provato a spiegarle che in altri Paesi ci sono rituali diversi (supponiamo che davvero abbia capito che le volevo dire qualcosa di simile, l’anno scorso in francese), ha riso scuotendo la testa. Una cosa del tipo ‘certo che il femminismo fuori dalla Farncia non c’e’ mai arrivato’ (che, darle torto...)
Poi non chiedetemi perche’ a spostarsi da un Paese all’altro uno diventa piu’ tranquillo e pacato e zen. A furia di farsi ridere in faccia...
:)
RispondiEliminaa me a madrid mi hanno fatto il paptest con una roba...ma un roba...che forse era lunga 30 cm!!!!
RispondiEliminaOUOU Chechi, questa proprio non l'avevo mai sentita :) (Benvenuta!)
RispondiEliminastessa esperienza dalle estetiste portoghesi: per fare la ceretta all'inguine mi aspettavo il classico (classico in italia) slippino di carta usa e getta. ma anche no. o forse ero anch'io dalla ginecologa? e giù di risate in faccia.
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